
Fantasy · Epic Fantasy
Terra d'ombra
Terra d'ombra · Book 1
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Il Volo Della Grifone · Book 1
Traduzione di Maria Giulia Cecchini
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THE STORY
L’equilibrio tra Ordine e Caos si sta spostando, e il Regno di Freya rischia di cadere sempre più a fondo nell’oscurità tra le grinfie del Male.
Il dodicenne Pardigan ne ha abbastanza: entrerà di nascosto in casa di uno dei mercanti più ricchi di Freya, e lo farà quella stessa notte, finché c’è ancora speranza. Ma ciò che scoprirà darà il via a una successione di eventi che cambieranno il mondo per sempre.
Mandati in missione per completare un antico incantesimo e ristabilire l’equilibrio, Pardigan e i suoi quattro amici salpano a bordo della Grifone. Ma il pericolo è in agguato, e presto i ragazzi si ritroveranno braccati da un cacciatore di taglie chiamato il Falco, che non si fermerà davanti a nulla pur di metter fine alla loro missione.
Riusciranno Pardigan e i suoi amici a fermare le forze del Male prima che sia troppo tardi?
Finalista per il London Times nella letteratura per ragazzi, Il volo della Grifone è un’eccezionale avventura fantasy per lettori di tutte le età.
Get your copy →Una serata fuori dal comune
Le assi del pavimento scricchiolarono sotto la suola dello stivale di feltro, un rischio da mettere in conto quando si entra senza essere stati invitati nella stanza di un uomo che dorme.
Il venticello smosse le tende di lino e l’uomo che dormiva si mosse, accogliendo con sollievo quella pausa dal caldo appiccicoso della notte. La persona che si era intrufolata lì dentro lasciò uscire lentamente l’aria che aveva iniziato a bruciargli nei polmoni, con i sensi all’erta e pronti a captare un cambiamento nella stanza o un rumore giù nella strada.
L’uomo che dormiva, per fortuna, continuò a dormire.
La strada al di sotto della finestra al secondo piano era silenziosa. La quiete notturna lasciava solo di rado il posto alle ronde delle guardie e a coloro che si occupavano di affari più loschi, nell’interminabile gioco del gatto col topo che piaceva decisamente poco agli onesti abitanti di quella città addormentata.
Quell’estate era stata una delle più calde che la gente ricordasse, e aveva risucchiato ai cittadini quasi tutte le energie. Diversi anziani giù al porto ripetevano che, ‘ai loro tempi’, le estati erano state spesso cocenti come quella e a volte anche di più. Naturalmente, quelli erano gli stessi anziani che intrattenevano i clienti abituali delle taverne con racconti di orde di goblin, di feroci serpenti marini o di quando gli inverni erano così freddi che i mari diventavano un’unica lastra di ghiaccio.
‘Si poteva camminare da qui fino all’isola di Minster senza mai vedere una barca e senza bagnarsi i piedi,’ era una reminiscenza che ripetevano spesso e volentieri. Qualunque fosse la verità, quell’estate era davvero calda, e quella notte particolarmente umida.
Pardigan osservò la figura che adesso russava sommessamente e, spostando il piede dall’asse che l’aveva tradito, strisciò verso il mobiletto che, lo sapeva, conteneva ciò che stava cercando. Era un armadietto elegante, che era stato evidentemente costruito per essere bello a vedersi e non solo per essere utile: due gambi graziosamente incurvati facevano da supporto a cassetti e mensole su cui erano incisi intricati motivi ornamentali. Infilò la lama del suo coltello nella fessura del cassetto di sinistra, alla ricerca del meccanismo nascosto. Se le informazioni che Quint gli aveva dato erano giuste, la parte anteriore fasulla avrebbe dovuto aprirsi di scatto. Una gocciolina di sudore gli solleticò il sopracciglio e lui la asciugò distrattamente. Con un’occhiata all’uomo che dormiva ancora, premette un po’ più forte su quello che sperava fosse il meccanismo.
Niente.
Il mercante si agitò, si schiaffeggiò le guance, espirò, sbavò e infine tornò a russare. Pardigan tentò di nuovo.
Quasi tutti odiavano quel grasso mercante, noto per essere un imbroglione dal carattere spregevole, così Pardigan e Quint avevano preso con grane entusiasmo la decisione di derubarlo. L’occasione era arrivata abbastanza per caso, quando Quint aveva conosciuto l’apprendista di un ebanista che era stato ben felice di parlargli del mercante, nonché del mobiletto che avevano costruito per lui.
“È un peccato che la vera bellezza di quel mobiletto non verrà mai apprezzata da nessuno,” si era lamentato l’apprendista. “Il mio maestro ha architettato un meccanismo davvero astuto per nascondere la cassaforte. Non avevo mai visto nulla del genere, prima, e temo che non lo vedrò mai più.” Non aveva esitato a descrivere e addirittura a fare uno schizzo del marchingegno per Quint che, naturalmente, si era mostrato interessatissimo e sbalordito dall’abilità del costruttore e, ovviamente, anche del suo talentuoso apprendista. Diversi bicchieri di birra di sambuco avevano mantenuto la gola del suo nuovo amico ben lubrificata, un investimento per l’avventura di quella notte in cui entrambi avevano sperato tanto.
Fino a quel momento, le informazioni che Pardigan aveva erano sembrate valide; l’armadietto assomigliava davvero allo schizzo che lui e Quint avevano studiato per ore e ore, e le sue speranze erano salite alle stelle mentre scivolava oltre il davanzale. Ma solo fino a quel momento. La sua frustrazione stava crescendo attimo dopo attimo, perché, che la Sorgente lo maledisse, quel tranello meccanico non ne voleva sapere di scattare... se di un tranello si trattava. Pardigan iniziava a domandarsi se il vero tranello non fosse quello in cui era caduto il povero Quint, costretto con l’inganno a offrire all’apprendista diversi bicchieri di birra di sambuco nell’ennesima giornata di caldo soffocante.
All’improvviso, la porta della camera si aprì scricchiolando, spezzando la calma afosa della notte e facendo rizzare i peli sul collo di Pardigan. Si voltò lentamente, quasi aspettandosi di trovarsi faccia a faccia con la punta di una freccia su una balestra. Invece, un grosso gatto grigio scivolò oltre l’uscio, corse verso di lui e gli si strusciò contro le gambe facendo le fusa, alla ricerca di attenzione. Pardigan gli diede una grattatina dietro le orecchie, prima di spingerlo via con gentilezza. Senza voltarsi, il gatto si allontanò e saltò sul letto; poi, accomodandosi accanto al mercante addormentato, si mise a osservare Pardigan che si rimetteva al lavoro.
C.M. Gray

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