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Birthright (La stirpe dei Rosewood #1)

Birthright (La stirpe dei Rosewood #1)

Traduzione di Federica Caglioni

Vendetta, desiderio e un oscuro segreto di famiglia

Candra Rosewood torna a casa, a Utica, Illinois, determinata a scoprire la verità sull’omicidio dei suoi genitori. Ma la sua ricerca di risposte diventa molto più pericolosa quando incontra Kane Smithe, un misterioso vampiro convinto che Candra sia destinata a diventare la sua servitrice umana. Con ognuno dei quattro marchi che la lega sempre più a lui, Candra si ritrova divisa tra paura, attrazione e il sospetto che Kane possa essere coinvolto nelle morti che ha giurato di vendicare.

Poi Candra scopre uno strano medaglione nascosto nella casa di famiglia. Quando toccarlo la trasporta indietro nel tempo fino al 1817, antichi segreti della famiglia Rosewood cominciano a emergere. Mentre il passato si intreccia con il presente, Candra deve scoprire cosa accadde secoli prima e decidere se l’uomo di cui si sta innamorando sia il suo peggior nemico o la chiave per comprendere la sua vera eredità.

Entra nel mondo oscuro e misterioso di Birthright e scopri i segreti nascosti nel passato di Candra Rosewood.

Estratto dal libro

Nel tempo necessario a darmi la notizia e farmi rientrare, i miei genitori erano già stati seppelliti e l’indagine sulla loro morte, benché inconcludente, archiviata. Ancora non capivo perché non mi avessero aspettata. Perché tutta quella fretta? Non che avessi altri parenti, o no? Papà non ne aveva mai fatto parola, né lo aveva fatto la mamma. Strano. Mentre percorrevamo le strade familiari, una metà di me non credeva che se ne fossero andati, e l’altra era spaventata a morte da ciò che avrebbe potuto esserne stato di loro.

La realtà stava prendendo piede e la sofferenza mi colpiva in luoghi che nemmeno sapevo esistessero. Le cose sarebbero tornate di nuovo normali? Il dolore sarebbe sparito, alla fine? Ora che il mio passato era morto e sepolto, non avrei avuto altra scelta se non continuare sul nuovo sentiero che il fato aveva decretato per me.

Sembrava che tutto ciò che fosse accaduto nella mia vita fino a quel momento mi avesse preparata a restare da sola. Non avevo nessuno, nessun parente a cui rivolgermi per avere conforto; ero rimasta io, adesso, da sola. Avevo passato l’adolescenza in collegi davvero costosi, ma, per qualche ragione, non avevo mai stretto nessuna vera amicizia.

Ero nata a Utica come i miei genitori. I miei avevano vissuto qui tutta la vita; innamorati dai tempi della scuola. Mia madre decise di lavorare da casa, mentre mio padre, lui non aveva bisogno di un lavoro a tempo pieno. Il ramo americano della famiglia Rosewood risale fino al diciottesimo secolo e aiutarono a costruire Utica. Erano stati degli investitori. I miei genitori erano ricchi, capite. Strano che, anche se non avevamo problemi finanziari, non vidi mai nella nostra vita una lampante ostentazione di ricchezza. Non ricordo di aver mai visto mio padre lasciare casa per andare al lavoro. Mamma mi disse che era una persona importante e quando, da bambina, le chiedevo cosa facesse, lei mi allontanava e diceva che non avrei dovuto chiederlo. Mi chiamava Miss Curiosina e mi mandava fuori a giocare. Nelle mie fantasie infantili, immaginavo fosse un gangster, il Don di una grande famiglia italiana, e avesse un lavoro illegale. Qualunque fosse la mia fantasia, non mi preparò per la realtà.

Un giorno, mi feci coraggio e chiesi a mio padre cosa rendesse il suo lavoro così importante. Mi sentii spaventata, il che mi sorprese, perché non avevo mai avuto paura di mio padre, ma ne ebbi allora. Mi disse che non avrei dovuto chiederglielo e che avrei dovuto soltanto essere felice di avere un padre che poteva permettersi di mandarmi in quelle ottime scuole e che passava così tanto tempo con la sua famiglia. Da quel giorno non glielo domandai più.

A Porte Chiuse

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