NEXT CHAPTER / BOOKSIl Mistero dell'Isola di Sullivan book coverMystery, Thriller & Suspense

Mystery, Thriller & Suspense · Cozy Mysteries

Marie Bartek e la squadra SIPS · Book 1

Il Mistero dell'Isola di Sullivan

Traduzione di Giovanna Ruggiero

Le visioni di una veterinaria si intrecciano ai delitti di un serial killer, trasformando il suo dono in una possibile chiave per fermarlo.

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THE STORY

About the book

Isola di Sullivan, South Carolina, luogo idilliaco per le menti in cerca di pace ... fino a che uno spietato serial killer non decide di fare la sua comparsa.

La dottoressa Marie Bartek vive una vita serena, ama il suo lavoro come veterinaria, ha in Gale Winters un'amica sincera, e in Cory Miller un possibile amore in procinto di sbocciare. Tutto ciò inizia ad essere scombussolato quando una sua certa abilità riemerge. Erano diciotto anni che Marie non vedeva né parlava con gli spiriti, ma all'improvviso gli incontri di questo tipo si fanno sempre più frequenti, e il denominatore comune è uno solo: una vita da salvare.

Per far fronte a tale complicazione, decide di fondare la SIPS, la Società per il Paranormale dell'Isola di Sullivan.

Marie inizia a imparare a controllare meglio la sua particolare dote, ma quando scopre che i tragici eventi che si susseguono sull'isola e gli avvertimenti confusi e sconnessi che lei riceve dagli spiriti sono collegati fra loro, si ritrova di fronte a un'avventura senza precedenti.

Riusciranno Marie e la SIPS ad aiutare l'affascinante comandante della polizia Cory Miller a fermare lo spietato serial killer che terrorizza l'Isola di Sullivan? E cosa succede quando Marie scopre che, in effetti, la vita da salvare forse è la sua?

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Marie aveva ancora davanti agli occhi l’immagine di Billy Cooper col viso coperto di lacrime mentre lei aspettava che Champ si addormentasse. Aveva cercato di spiegargli che si trattava solo di un intervento di routine ma Billy non riusciva a capire cosa avesse a che fare quell’operazione col fatto che Champ non poteva più avere cuccioli. Marie sorrise e accarezzò il setter irlandese, cominciando a radere e disinfettare l’area in cui avrebbe eseguito l’incisione.

Un attimo prima di iniziare a incidere, con la coda dell’occhio Marie intravide l’ombra di un bambino sui sei anni. Se ne stava lì a fissarla. Chiuse immediatamente gli occhi e cercò di scacciare lo spirito dai suoi pensieri. Quando li riaprì il bambino non c’era più.

Dolcemente, sussurrò a Champ. “Scusa per l’interruzione, ragazzone. Meglio continuare, così ti riporto da Billy. Meno tempo passiamo qui dentro, meglio sarà per lui e le sue ansie.”

Terminato l’intervento, Billy e sua madre Jane aiutarono Marie e caricare con cura Champ sul retro del loro SUV. Billy si emozionò solo a vedere Champ agitare un po’ la coda.

Marie gli raccomandò: “Ora, ricorda di seguire le istruzioni che ti ho dato per Champ. Oggi lo vedrai un po’ assonnato, ma è normale. Non gli darei da mangiare niente fino a stasera. Chiamami se ci sono cambiamenti, ma sono sicura che starà bene.”

Billy sorrise e cominciò a leggere le istruzioni. “Imparerò tutto a memoria, così potrò essere sicuro che Champ guarirà. Grazie, dottoressa Bartek. Lei è la migliore veterinaria di sempre.”

Marie li salutò e li guardò andar via. Aveva quasi dimenticato lo spirito che aveva intravisto nella sala operatoria. Decise che, non appena avesse finito con gli appuntamenti, avrebbe chiamato la sua migliore amica, Gale Winters, così da continuare quella loro conversazione riguardo la possibilità di creare un gruppo di indagine sul paranormale. Erano passati quasi diciotto anni dal suo ultimo incontro con uno spirito. Era venuto il momento di andare a fondo alla questione, capire perché quella sua particolare abilità stesse riemergendo.

Finito di lavorare, Marie si avviò a piedi a casa di Gale, persa nei suoi pensieri. Solo ora si rese conto che la chiamata di prima all’amica era sembrata un po’ ambigua, anche se Gale aveva capito. Oltrepassando la Taverna di Poe, Marie proseguì per la sua strada, entusiasta di quanto semplice fosse spostarsi a piedi ovunque in città. Abitare sulla spiaggia lo rendeva conveniente. Il fatto che Gale vivesse a sole tre case di distanza da lei era un ottimo bonus. Marie ricordava bene il suo primo incontro con la donna, quando si era appena trasferita sull’Isola di Sullivan, in South Carolina: da amante dell’antiquariato, si era subito fermata al negozio, finendo con l’adorare Gale e la sua collezione.Non c’era voluto molto perché diventassero grandi amiche.

Lo stile di vita spensierato e completamente random di Gale divertiva Marie. L’amica non aveva peli sulla lingua, se c’era da attaccar briga certo non si tirava indietro: era l’esatto opposto di Marie. Gale era di poco più alta di lei, con dei capelli così neri che a Marie ricordavano il carbone, i suoi occhi erano altrettanto scuri e la sua pelle era olivastra. Poteva indossare i calzoncini in qualunque momento dell’anno e apparire comunque abbronzata, come se avesse appena passato una giornata distesa al sole. Marie invidiava il fisico snello e slanciato di Gale, ciononostante si sentiva perfettamente a suo agio nel suo. Era sicura di poter tranquillamente competere con Gale in quel campo. Dopotutto, diversi uomini avevano detto di amare i suoi lunghi capelli biondi e gli occhi verdi, senza contare il suo fisico asciutto, da nuotatrice. Il nuoto era la sua più grande passione, e la principale ragione per cui aveva abbandonato i freddi inverni del Rhode Island in favore dell’Isola di Sullivan.

Marie svoltò l’angolo verso il vicolo e subito intravide l’insegna del negozio di Gale. Era chiuso. Le viole e le petunie, i cui colori erano in contrasto col pallido verde acqua della casa, traboccavano dal vaso sul davanzale. Si trattava di un cottage vecchio stile, con una porta di colore rosso acceso e una zanzariera messa lì alla buona.

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